DISINGANNO
Non m’aspettava, no, che l’uman vita
Fosse gaudio, dolcezza, giglio o rosa,
Ed ogni etade nostra avventurosa,
Q ual sogno giovanile a noi l’addita;
Ma neanche mel fingeva sì infinita
Barca di mal, cotanto dolorosa
Nelle sue fasi, e d’aura morbosa
Sì pregna, mai non l’ebbi presentita.
Che il misero mortal si vegga ad un tratto
Deluso d’ogni speme e d’ogni bene
Creder non volli mai a nessun patto
Per Dio! Quest’è la vita che ne viene
Da tanta speme? Così fugge ratto
Il bel sogno a cui dietro dietro il duolo tiene?
Cruda natur, s’attiene
A mal partito chi viver procura,
E non propone al duol la sepoltura.
