PITTURA

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PITTURA

“L’ortodossia di San Francesco d’Assisi che non si peritava di chiamare fratelli e sorelle gli animali e le cose create da Dio, ci ricorda che l’umiltà è la più bella virtù dell’uomo sulla terra”

LO STILE DELL'AUTORE

L’“Abruzzo, forte e gentile”, secondo la nota definizione che ne diede Primo Levi nel 1882, è sempre stato al centro dell’osservazione di Giuseppe Verdecchia. I suoi paesaggi lentamente riscaldati dalla luce del sole o immersi nel lento declinare del tramonto verso sera, la facciata solenne della Cattedrale, gl’interni con persone di famiglia, le nature morte, i casolari di campagna, il ritorno delle greggi all’ovile sono i temi che affollano l’immaginario artistico di questo delicato cantore della natura abruzzese. Anche i caratteri identitari della sua pittura sono distinguibili: i toni rosati dei tramonti, quel «lume roseo, diafano e lene» di cui parlava Michele Biancale, i grigi plumbei degli effetti di pioggia, le nubi violacee o le calde e soleggiate campagne estive; così come lo stile fluido, le pennellate corpose e morbide, le ombre colorate, sono tutti elementi che conducono a definire la sua opera come un moderno impressionismo intimista, introspettivo, soffuso, velato da note di nostalgico, evocativo lirismo.

PROSSIMI EVENTI

Non perdere l’occasione di ammirare i capolavori di Giuseppe Verdecchia dal vivo.

Impegno civile e culturale d’un protagonista
del Novecento abruzzese

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©2023. Giuseppe Verdecchia